Partenza

•Ottobre 10, 2009 • 6 Commenti

Domani mattina parto per l’Ecuador.
Durata viaggio circa 2 mesi, se non muoio prima. In ogni caso dovrei avere il 70% di possibilità di sopravvivere.

Il divaricatore anale per U chìim chuwen

•Settembre 5, 2009 • 1 Commento

E così, a poco più di un mese dalla mia partenza per la foresta amazzonica, un grave problema affligge il mio amico Scroto di scimmia. Tutto è cominciato anni fa, quando il sacro gufo cominciò ad influenzare la sua vita procurandogli il cagotto, la diarrea, la pupù liquida. Questo per per lui fu un bene, si sentì illuminato e strabordante di energia, ma nonsapeva cosa lo attendeva. Se prima di questo miracolo – se così possiamo chiamarlo – Scroto di scimmia era solito infilarsi un dito o più nell’ano per semplice diletto, con l’arrivo della diarrea l’ano non si dilatava più come prima, e questo provocò un suo rapido restringimento. La conseguenza di ciò sarà già balzata in mente ad un lettore arguto: Scroto di scimmia non riesce più ad infilarsi le dita nell’ano, ed è un vero peccato, perché avrebbe voluto fare level up e passare ai peni.

E così arriviamo all’oggetto di questo articolo, il divaricatore anale, quello che il gufo chiama “Kòochkin mool”. L’ho costruito proprio per aiutare Scroto di scimmia a risolvere questo terribile problema. Bè, con questo Kòochkin mool gli basteranno pochi giorni per poter di nuovo riuscire ad infilare le dita nell’ano, e non solo. La sua forma è studiata per essere molto ergonomica e per essere usato anche nelle posizioni più ambiziose.

Divaricatore anale (Kòochkin mool)

Divaricatore anale (Kòochkin mool)

L’addio di Peli di pantera

•Agosto 16, 2009 • 7 Commenti

“Sono passati millenni dalle profezie che annunciavano la venuta del Figlio del gufo, Peli di pantera. Ora queste profezie si sono avverate ed il grande guerriero è pronto ad abbandonare la civiltà dei bianchi per sterminare le sacche scrotali dei nemici, guidato dall’enorme potere del Sacro gufo.”

E’ così, il mio destino è segnato, ed ormai la mia partenza per la Foresta del gufo è vicina. Ho voluto salutare con un filmato tutti i bianchi che continueranno a vivere in questi posti civilizzati di merda.

Causa quegli imbecilli bianchi di youtube, il video non è più disponibile. Ecco qui il download diretto.

L’ayahuasca: un modo per incontare lo spirito del Gufo

•Luglio 8, 2009 • 3 Commenti

Eccomi qua. Oggi vi parlo di una bevanda dagli effetti potentissimi; grazie ad essa posso comunicare molto facilmente con il sacro Gufo e riuscire a risolvere enigmi spirituali che normalmente non ritrovano soluzione. Con l’ayahuasca offro il mio spirito al grande spirito, lascio che se ne prenda cura e che aumenti la mia sapienza.
Ayahuasca è una parola della lingua indigena Quechua e significa Liana degli spiriti, non a caso. La ricetta è antichissima, e la sua preparazione, dalla raccolta delle piante alla preparazione del decotto, dura solitamente una giornata intera.
La preparazione non è difficile, basta avere gli ingredienti giusti. La ricetta originale prevede l’uso della liana Banisteropsis Caapi e di un’altra pianta chiamata Psychotria viridis. Quest’ultima contiene una potente molecola allucinogena (probabilmente la più potente mai scoperta dai bianchi), la dimetiltriptanina. Non farò altri discorsi scientifici da bianchi, noiosi ed inutili, fatto sta che si ottiene un brodo dal colore arancio terroso dal sapore particolarmente amaro.

Per finire vi mostro la ciotola che uso per bere l’ayahuasca e quindi per parlare con il grande spirito del Gufo:

Ciotola per l'ayahuasca

Ciotola per l'ayahuasca

Riflessioni sul futuro

•Giugno 18, 2009 • 4 Commenti

I giovani non possono più salvare il mondo, il mondo non può più essere salvato, l’idea di salvezza è semplicemente un’idea sbagliata, e noi dobbiamo pagare i nostri innumerevoli errori, è troppo tardi per riparare ad alcunché, il tempo delle riparazioni è scaduto e quello delle riforme finito. I più fortunati moriranno combattendo e i più miserabili stipati negli scantinati o accoppiandosi tra le fiamme, per ingannare l’agonia con l’orgasmo. Il mondo sarà un grido di dolore e di estasi, in cui gli uomini più puri non avranno altra risorsa che ammazzarsi l’un l’altro per non dover disprezzare se stessi. La scelta dell’agonia sarà l’ultima a noi rimasta, e ciò sarà prima di quanto non si pensi, dall’oggi al domani saremo scaraventati nel precipizio e lì ci sveglieremo, non fosse che per il tempo di sentire che stiamo spirando. Allora rivedremo ciò che videro i Conquistatori del Nuovo Mondo, dove, al loro avvicinarsi, intere tribù si gettavano dalla cima della loro montagna unicamente per prevenire l’orrore inevitabile, ingannando la morte con la morte stessa.

Albert Caraco – Breviario del caos

Il sacro veleno del Gufo – Peli di pantera è sempre più minaccioso

•Giugno 12, 2009 • 6 Commenti

Fino ad ora ho minacciato molti bianchi, ho detto varie volte che innumerevoli scroti sono destinati a cadere. Tuttavia molti bianchi moralisti non ci credono, ci ridono sù, credono che io scherzi, ma questo va tutto a mio vantaggio, ed il sacro Gufo mi ha dato un idea che si adatta proprio a questo modo di fare dei bianchi. Nell’attesa dell’apocalisse di scroti – solo il gufo sa quando inizierà – ho pensato dei uccidere bianchi particolarmente… bianchi, insomma quelli che rompono tanto con il progresso, la procreazione etc.
Per fare ciò il sacro Gufo mi ha fatto venire a conoscenza di un veleno fantastico, la ricina, che io ho subito rinominato “il veleno del Gufo” (ts’aak utial tunkuruchu). In poche parole è una tossina che si ricava dai semi del ricino, mortale a bassissime dosi (~500 microgrammi) ed uccide in circa tre giorni. Non esistono antidoti di nessun tipo.
Quando ne avrò voglia intingerò un dardo in questo veleno, prenderò la mia cerbottana ed andrò a caccia di bianchi. Sono sicuro che quando colpirò un bianco con il mio dardo esso si metterà a ridere, “ahah, ma non sei un po’ troppo cresciuto per questi giochetti? Vai a lavorare piuttosto.” dirà. Peccato che dopo 8 ore cominceranno i sintomi del veleno, e per il bianco di merda andrà sempre peggio, fino alla morte inevitabile.

Sono veramente grato al sacro Gufo per fatto conoscere questo veleno; ora potrò sopprimere molti bianchi senza destare sospetti. Vista la sacralità del ts’aak utial tunkuruchu, ho pensato bene di fare un contenitore apposito, una piccola boccetta in legno scavato. Ho impermeabilizzato le pareti interne con del bitume:

Contenitore in legno per il veleno del gufo

Contenitore in legno per il veleno del gufo

Il coltellino come omaggio per il Gufo

•Giugno 6, 2009 • Lascia un Commento

In questo coltellino per la foresta ho intagliato nell’impugnatura una rappresentazione del sacro Gufo. A differenza di ciò che accadde a Michelangelo, quando chiesi al gufo intagliato: “Perché non parli?!” esso parlò eccome e mi disse: “A hach ta’ka” che in yucateco significa “Tu puzzi molto”. Era vero, così andai a lavarmi.
Un coltello con dei poteri quindi, certo, ma anche utile in alcune situazioni. La lama appuntita in selce può essere usata egregiamente per cavare gli occhi ai bianchi, e magari affettarli per un’insalata assolutamente prelibata.

Coltellino con rappresentazione del gufo

Coltellino con rappresentazione del gufo

La rivoluzione dell’atrofizzato

•Giugno 5, 2009 • Lascia un Commento

Anni di storia, zampilli di sangue riversati su carta intrisa di idee irrefutabili.

Adamo non ci ha condannati per il puro fatto di aver disobbedito al creatore, ma bensì per averci iniziati all’azione, all’iniziativa, a concretizzare i propri slanci piuttosto che acconsentire allo stato delle cose. Tutte le rivoluzioni della storia sono partite da presupposti errati, preferiscono l’azione ma è proprio l’agire la causa di tutti i fallimenti umani.
Intravedo una Rivoluzione in cui nessuno muove un dito, in cui i divani sono i campi di battaglia e gli sbadigli le armi più micidiali. La resa non sarà contemplata perché non c’è azione alcuna da interrompere, le forze armate non avranno nulla da difendere ed esse stesse cadranno nel tedio rinnegando gli ideali per i quali combattevano.  Scorgo un’umanità addormentata, in letargo, in attesa di decimarsi per far cambiare l’aria. L’uomo, animale senza scopo né dimora, smetterà di crearseli, accetterà la sua natura da clandestino e diventerà schiavo delle bestie, ma soprattutto della natura alla quale soggiacerà volentieri.

Una famiglia indigena mentre combatte una delle rivoluzioni più devastanti della storia

Una famiglia indigena mentre combatte in una delle rivoluzioni più devastanti della storia

Un nuovo perforatore per genitali

•Giugno 1, 2009 • 2 Commenti

Questo è il nuovo perforatore di genitali, finito da poco. Sulla sfera di argilla sono raffigurate una scimma con un tipico strumento musicale maya – ricavato dal guscio di una tartaruga -, ed una rana. Non so voi, ma io con questo nuovo perforatore mi mutilerei moltissimo i genitali, modestamente mi è venuto proprio bene.

Perforatore di genitali

Perforatore di genitali

Inoltre ho anche fatto un breve video per mostrarvelo meglio, ecco qua:

Due accessori per la vita quotidiana nella foresta

•Giugno 1, 2009 • Lascia un Commento

Fino ad ora ho costruito vari oggetti per la foresta, ma praticamente nulla per trasportarli e/o rendere più facile il loro utilizzo. Ho fatto sia un porta dardi da portare al collo durante le sedute di caccia con la cerbottana, sia un fodero per il pugnale sacro.

Il porta dardi è fatto con un pezzo abbastanza grosso di canna di bambù, tagliato e sagomato, a cui ho legato dei lacci di pelle per appenderlo al collo.

Porta dardi in bambù

Porta dardi in bambù

Poi c’è il fodero per il pugnale, fatto interamente in pelle:

Fodero in pelle

Fodero in pelle