“L’uomo non pensa mai all’avvenire se non quando li dà noia il presente”
Da quando avevo pochi anni di vita mi diverte leggere resoconti di talune categorie di persone, solitamente emarginati sociali, poveri, criminali, obesi ed assimilarne le emozioni per poi fingere una di queste personalità; mi riusciva e mi riesce bene. Ora sono sul serio un emarginato sociale, ma non c’è nulla di male per fortuna, non ho mai avuto paura di diventare uno di quei personaggi… Fu invece pochi anni fa che cominciai a leggere le storie dei lavoratori: storie di successo, grandi fatiche e grandi risultati, il tempo denaro ed il valore del sudore. Tutto a dir poco scioccante, non avrei mai voluto provare cose simili, “questi devono essere malati” mi dicevo. Che siano malati loro o io non è ancora ben chiaro, ma ciò che è sicuro è che ora io lavoro, ed è terribile.
Mio padre mi diceva sempre che lavorando sarei stato meglio, non mi sarei più annoiato, avrei provato il piacere della stanchezza la sera, la gioia di partecipare al mondo. Tutte assurdità, come ho sempre sospettato. Non solo sto peggio di prima – tranne per il fatto dello stipendio che mi apre la via per l’amazzonia – ma non ho nemmeno il tempo per l’ozio, perchè oziare da stanchi non è gradevole, quello si chiama riposare ed io lo considero un lavoro visto che è una necessità derivata dalla troppa operosità. Non mi rimane nulla, se non del danaro che secondo la massa dovrei spendere per dei vestiti nuovi che mi facciano entare nelle discoteche più chic. Certo, direte voi, posso anche usarli per comprarmi dell’eroina, ma poi quando cazzo me la sparo? E’ un incubo.
Dunque quello che faccio è lavorare e riposare per il lavoro e lavorare nuovamente. lo trovo terribile, e pensare che sto lavorando solo da 34 mesi.
Comunque creo ancora dei manufatti durante il sonno, e gli ultimi due sono dei ciondoli, robette da niente:



beh, patetico. se vuoi vendere i tuoi manufatti usa ebay, non sfruttare la sofferenza delle popolazioni indigene che sono costrette a vivere tra la merda delle vacche e le zanzare. sei ridicolo, critichi noi “bianchi” (e già questo è da ignoranti perchè la pelle è rosa, i cartoni animati lo confermano) perchè siamo ingranaggi di un sistema produttivo e a tua volta produci, consumi e crepi. mah, sai che ti dico? quanto costa il manufatto a destra, quello nero? vorrei regalarlo al mio ragazzo.
costa le tue labba tra il mio pene, e mi riferisco alle labba della vostra viscida vulva.